Autore: Tarasco

Cinghiale e Polenta

Cinghiale alla Taraschese, cucinato da Denis Gussoni

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Tarasco


Tarasco, Primavera 2019 – In volo con il drone



Tarasco, Autunno 2016



Tarasco, Inverno 2017

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La bomba di riso

20180313_19020720180313_174734INGREDIENTI

  • 1 kg di muscolo di manzo
  • 1 kg di riso
  • 6 uova
  • 150 g di parmigiano
  • 1 kg di passata di pomodoro
  • 30 grami funghi secchi
  • Sedano , Carota , Cipolla
  • Buccia di un limone
  • Olio, Sale , Pepe
  • Pan grattato

PROCEDIMENTO

Soffriggere sedano carota e cipolla, unire la carne a pezzettoni con i funghi secchi precedentemente ammollati. Salare e far cuocere con il coperchio per un quarto d’ora.
Aggiungere tre mescoli di acqua dei funghi, lasciare cuocere ancora una decina di minuti e aggiungere la salsa. A bollore aggiungere 4 o 5 carote tagliate a pezzettoni.
Coprire e far cuocere piano per 20 25 minuti. Terminati scolare il sugo(che nella parte scolata deve risultare molto liquido) per separarlo dalla carne.

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Nel frattempo far bollire una pentola di acqua salata e cuocere per circa 10 minuti un kg di riso.
Farlo raffreddare molto velocemente (mescolando o lavando).
Nel riso scolato aggiungere, un paio di cucchiai di olio, pepe macinato, buccia limone tritato, 150 gr di parmigiano, una parte del sugo scolato precedentemente, le uova e aggiustare di sale. Il riso deve risultare morbido ma “colloso”, aggiustare aggiungendo il sugo scolato piano piano fino ad ottenerne la consistenza.

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Prendere una pentola da forno con i bordi alti, oliare la pentola su tutti i lati e cospargerla di pangrattato.Preparare il primo strato di riso cercando di creare una conca dove mettere il ripieno di carne. Aggiungere qualche cucchiaio di sugo sulla carne.
Ricoprire il tutto con il restante riso. Aggiungere ancora qualche cucchiaio di sugo sul riso (attenzione a non bagnarlo troppo) e una spolverata di pan grattato.

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Cuocere per 15 minuti a 200 gradi poi a 150 gradi per 1 ora e mezza.

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Menu della vigilia

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Torta di porri su Luar (Foto Patrizia Filippi)

Come da tradizione a Dobbiana la vigilia di Natale si cena con Frittelle di sedano, Torta di porri e patate e Baccalà con patate. Qui vi proponiamo la ricetta della Torta di porri e patate
Ingredienti:

per il ripieno

  • 6 Porri
  • 3 Patate
  • 250 g. Ricotta
  • 100 g. Parmigiano gratt.
  • 2 cucchiai olio evo
  • sale q.b.

per la pasta

  • 300 g. di farina
  • acqua
  • 1 pizzico di sale

Procedimento:

Sminuzzare i porri e le patate in un contenitore capiente, aggiungere parmigiano ricotta, olio e sale. Impastare il tutto per ottenere un composto omogeneo.

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Stendere la pasta molto sottile adagiarla su una leccarda con carta forno, ripemire con il composto e chiuderla bagnandola leggermente con dell’acqua. Bucherellare la superficie con una forchetta e infornare a 180 gradi per circa 1 ora e 30.

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E buon appetito.

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Mappa Dialettale

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Dove siamo

Per chi volesse venire a trovarci, magari per Santa Croce, il 14 settembre e il 3 maggio.
Loc. Dobbiana Tarasco  54023 Filattiera MS

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La terra non andrà ai contadini

Ci siamo! E' uscito il nuovo libro del nostro Christian Pizzati.

laterranonadnraaicontadini Richiedetene una copia all'autore, scrivete a: cris.pizzati@gmail.com

 “La Prima Guerra mondiale vista con gli occhi della gente comune che tutto abbandonò nella speranza di avere un giorno quel poco di terra che a loro sicuramente spettava”

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Folletti a Tarasco

Questo è un’estratto del libro di Mario Ferraguti – La Magia dei Folletti edito da Luna Editore, 2003. Lo citiamo in questo sito proprio perchè raccontato da un’importantissimo taraschese, il fu Pietro Gussoni.

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“Il folletto va sulle persone, le soffoca, fa le trecce ai cavalli e prende in simpatia e antipatia le mucche; quelle che prende in simpatia le cura e gli porta tutto il fieno che toglie alle altre.
Mia nonna diceva che il folletto l’andava a trovare, saliva sul letto e le metteva la mano sulla bocca per non farla respirare. Per fortuna il folletto ha la mano bucata così passa poca aria, ti sembra di affogare ma un pò respiri.
Mia nonna quando lo sentiva addosso lo buttava giù dal letto, lo spingeva via e sentiva come qualcosa che però non ha mai visto perchè c’era sempre buio; quando riusciva a spignerlo giù dal letto poi sentiva i passi sul pavimento.”

(…)

“Qui, tra Macerie e Tarasco, c’è una casa abbandonata, dicevano che lo si vedeva e lo si sentiva, e che il folletto andava a bere tutto il vino dalle damigiane. La famiglia che l’abitava l’ha abbandonata perchè non ne poteva più. E’ successo cos’ a un’altra famiglia; avevano un bel podere con le bestie, ma per arrivarci si doveva attraversare un ponte con sopra una maestà.

All’improvviso le bestie hanno cominciato a dimagrire e non fare il latte, quel poco era misto a sangue e non si poteva lavorare;i buoi nell’attraversare il ponte, quando passavano davanti alla maestà si alzavano sulle zampe di dietro come imbizzarriti. Tutti dicevano che a quella famiglia, alle bestie e ai campi era stato fatto qualcosa dagli streghi. Infatti , una sera, la donna di quella famiglia ha visto nell’aia tre streghi che cavalcavano un gallo. (Spesso il diavolo può assumere la forma di un gallo)
Le hanno detto che sarebbero andati a un ritrovo di streghi.

Tutte le notti, poi, il folletto entrava e saltava sul letto, tirava le lenzuola per non far dormire. Alla fine, presa dalla disperazione, quella famiglia ha abbandonato tutto il podere e da allora non c’è più voluto andare nessuno.

Il folletto viene di notte, in alcune notti particolari, non sempre; tutte le notti va nelle stalle, a slegare le bestie e a farle sudare, in cas va a saltare sul petto della gente solo in certi periodi, però. Così come quando deve succedere qualcosa o morire qualcuno si sente un rumore dentro il muro come se ci fosse un orologio che batte i minuti. (Alcuni lo chiamano l’orologio di San Genesio)

Per far andare via il folletto gli si dicono, per tre volte, delle parole sconce, come cagone, cagone, cagone.
C’era anche una formula da ripetere tre volte ma quella che la sapeva è morta.”

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Torta d’erbi

Torta D’erbi (Foto Cottica)

Ed ecco qui la ricetta della torta d’erbi (con le erbe selvatiche originali, almeno di Tarasco) con i video di spiegazione delle erbe.
Non vogliamo avvelenare nessuno quindi confrontate con qualcuno esperto le erbe o la ricetta e mettete solo quelle di cui siete sicuri

TORTA D’ERBI

Piccola premessa, la torta d’erbi non ha quantità ben precise per le erbe contentue (visto che cambiano in base alla stagione e alla disponibilità), bisogna prenderci la mano e piano piano imparare a conoscere le erbe, le caratteristiche e le quantità necessarie.
Cercherò di fare un video completo della preparazione così da studiare il procedimento, intanto questa è la ricetta:

INGREDIENTI PRINCIPALI

  • un mazzetto di bietole
  • un mazzetto di cipolle fresche
  • 10-15 fiori di zucchina
  • 4 zucchine piccole
  • 3 patate
  • 150gr. di ricotta
  • 200gr. di formaggio grattuggiato
  • farina olio e sale (qb)

PROFUMI (un cesto di erbe miste)

pimpinella, finocchio selvatico, latasin, botonga, camoila, stopion, cime di gusarna, cime di ortiche, orecchie d’asino, cime di rovi,borragine, tarassaco

Per i profumi in grassetto trovi il video relativo che spiega di che erba si tratta a questo indirizzo:
http://www.youtube.com/view_play_list?p=8896F15C59B761FC

PROCEDIMENTO

1 – tritare grossolanamente le verdure di campo
2 – tritare sempre grossolanamente gli  ingredienti principali, aggiungere 150gr. di ricotta, 200gr. di formaggio grattuggiato, olio e sale. mescolare bene il tutto.
3 – unire alle verdure tritate mischiare e lasciare riposare fino alla fine della preparazione della pasta sfoglia
4 – impastare una sfoglia alta un centimetro di farina, acqua e sale e stenderla col mattarello formando un disco rotondo (del doppio delle dimensioni della teglia che utilizzeremo per infornarla)
5 – nella teglia da forno mettere la carta forno, disporre al centro la pasta lasciandone uscire i bordi versare il composto di verdure (la torta deve risultare alta circa 5-6cm quindi non troppo) e chiudere bene con i lembi di pasta.
6 – cuocere in forno a 180 gradi per circa 1h e 30 min.

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Cenni storici

Il paese

DOBBIANA in Val di Magra, Cas. con parr. (S. Gio. Battista) nella Com. e 2 migl. circa a sett. di Caprio, Giur. e Dioc. di Pontremoli, Comp. di Pisa.

E’ situato in poggio sulla ripa sinistra del torr. Ondola, e comprente nel suo distretto varie altre villate o gruppi di case. sotto i nomignoli di Arnaccolo, Macera e Terasco, che tutte insieme costituiscono con il luogo di Dobbiana una popolazione di 220 abit.

Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana
Compilato da Emanuele Repetti

Firenze 1835

 

La chiesa

Da notizie ricavate dall’Archivio parrocchiale, pare sia stata costruita dai Pontremolesi nel 1426; ma certo  non si tratta della chiesa primitiva poichè secondo i dati ricavati dal testo “LE PIEVI DELLA DIOCESI DI LUNI”, già nel 1200 Tarasco aveva la sua chiesa. Si può quindi far risalire la sua ricostruzione anche a date molto inferiori (cioè verso l’anno 1000). Infatti le linee stutturali rimesse in evidenza coi restauri fatti eseguire dal parrocco Don Walter Becchetti (1926 – 1994) dimostrano che l’antica chiesa aveva struttura e pianta romanica, con tre navate e probabilmente tempiatura scoperta nell’interno. Dallo stesso Archivio parrocchiale si apprende che nel 1698 la chiesa ebbe un restauro straordinario nel quale subì modifiche (riduzione dell’altezza) forse della navata centrale e abolizione delle colonne o pilastri con archi delle navatelle. Così nella stessa circostanza furono consolidati i muri esterni con barbacani. Ne uscì quindi probabilmente la forma della chiesa attuale.
Molto seguita è la processione di S. Croce, che si svolge due volte l’anno: il 14 Settembre ed 3 Maggio.

La tradizione popolare vuole che l’immagine del Volto Santo sia giunta a Dobbiana per libera volontà di due buoi non domati e aggiogati che, senza guida, si sarebbero mossi alla volta del paese e solo in esso si sarebbero fermati. E’ la stessa leggenda che giustifica il trasporto del Volto Santo da Luni a Lucca e indica la chiara influenza lucchese nella tradizione di Dobbiana. ( Fonte )

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